Mi trovavo a casa con Anna la sera dell’ultimo Natale appena trascorso, una delle mie migliori amiche dal periodo della scuola materna, una vita trascorsa insieme prima di esserci perse di vista e ritrovate e nuovamente perse di vista e ritrovate ancora, come soltanto gli amici più veri sono in grado di continuare a mantenere saldo un rapporto.

Avevo sempre detestato i legami a senso unico, sia in amore che in amicizia, l’egoistica pretesa di possedere il rapporto con un’altra persona in esclusiva, di perdere la libertà per soggiogarmi ad un volere non mio …

Forse il tutto era frutto delle mie relazioni disastrose con gli uomini, ma anche Anna aveva collezionato qualche delusione. Trovarsi da sole nella notte di Natale ci aveva obbligate ad ordinare del cibo messicano, l’unico esercizio d’asporto disposto a inviare il proprio fattorino sotto un temporale che era riuscito a disattivare persino la connessione internet.

Una delle finestre della sala si era spalancata improvvisamente lasciando entrare una raffica di pioggia e nel tentativo di richiuderla contro la spinta del vento ci eravamo ritrovate entrambe bagnate ma sorridenti.

Era stata di Anna la proposta di una doccia condivisa. Ci conoscevamo da una vita, sapevamo tutto di noi, nessun imbarazzo nel toglierci ii vestiti l’una di fronte all’altra. Inizialmente la scusa di un bagno caldo insieme mi era apparsa la soluzione ideale per risparmiare acqua calda in presenza di una caldaia elettrica nell’appartamento di Anna.

Il pavimento gelava i piedi lungo il bagno interamente in marmo bianco. Anna aveva sempre fatto l’arredatrice, un gusto raffinato come il suo corpo perfetto spoglio, a differenza del mio certamente più scarno.

Era sempre Anna, ma i suoi seni floridi e sodi mi avevano da sempre spinta all’ammirazione forse per compensare al mio volume da seconda senza imbottiture nel reggiseno.



Anna mi aveva preso per una mano nel momento in cui la temperatura dell’acqua aveva raggiunto il compromesso ideale per non ustionarsi. I nostri capezzoli erano ancora turgidi dal freddo e per la prima volta avevo notato una luce differente nel suo sguardo.

Mi ero lasciata insaponare la schiena, era stata una sua idea, ma invece di aspettarmi il tocco della spugna avevo avvertito la carezza delle sue mani scendere dal mio collo sino al fondo della schiena.

I vetri della doccia si erano completamente appannati e con loro anche il mio respiro cercava di mantenere un certo controllo ma in evidente stato di alterazione. Se Anna fosse stata attratta dalle donne in passato era riuscita a celarlo ai miei occhi, ma anziché interrompere le sue mani fui presa da un raptus che avrebbe potuto rovinare il nostro rapporto per sempre.

Avevo deciso di voltarmi di scatto, scansando le sue mani per intrecciare le dita alle mie rivolte verso l’alto, avevo spinto il suo corpo con le spalle alla superficie della doccia e avevo spinto le mie labbra sulle sue.

Non avevo mai baciato una donna prima di quel momento e mi sarei certamente tirata indietro nell’imbarazzo se Anna non avesse riassunto il controllo su di me spingendomi a sua volta.

Senza bisogno di troppe parole mi disse di volermi avere per sé, una frase sufficiente a convincermi a farle spazio con le sue dita tra le gambe, mentre avevo affondato le mie labbra sul suo capezzolo destro.

Mi ero accorta di desiderare quel seno per me non per invidia reciproca, ma per pura attrazione sessuale. Raggiunsi l’orgasmo come mai nessun uomo era stato capace di muovere le dita in modo aggraziato e forte al tempo stesso, dopodiché decisi di scendere, di inginocchiarmi per assaporare tutto il suo profumo ancora integro e fonderlo con la mia saliva, muovendo la lingua sul suo clitoride come se avessi esplorato in precedenza quel corpo, come se fosse stato il mio, il mio piacere, le mie sensazioni, il mio orgasmo ad inondarmi il palato.

Avremmo potuto rovinare la nostra amicizia in seguito, ma a distanza di poco tempo attendiamo entrambe lo stesso anniversario del nostro amore, nuovamente sotto la stessa doccia.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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