La mia relazione con Michele aveva raggiunto un punto di stasi per la quale dover rinnovare qualcosa nella speranza di poter sconfiggere la routine. Il sesso tra noi continuava a dimostrarsi ancora appagante nonostante gli anni, ma nessuno dei due si era mai spinto oltre le più convenzionali pratiche.

Per ritrovare la stessa estasi che ci aveva unito alle origini dei nostri primi incontri avevo deciso di sorprenderlo preparando accuratamente una sorpresa soltanto per i suoi occhi.

Mi ero lasciata convincere da un’amica nell’eseguire una ceretta totale alle parti intime, aspettando il suo ritorno in hotel dopo una giornata intensa di lavoro lontano da casa. Le videochiamate non mi avevano mai entusiasmato eppure avevo studiato tutto nei minimi particolari prima di avviarne una.

Avevo posizionato lo smartphone sulla poltrona della camera di fronte al letto, sedendomi ai suoi piedi con indosso soltanto un perizoma minimal nero, da un’angolazione attraverso la quale riprendere soltanto l’inguine fino alle ginocchia.

Dal momento in cui Michele aveva confermato la sua risposta alla videochiamata qualsiasi dubbio e imbarazzo si erano liquefatti sotto la spinta dei suoi occhi meravigliati in direzione delle mie gambe divaricate. L’eros tra noi poteva essere in qualche modo recuperato ed esaltato ancora, proprio come l’eccitazione che scorreva all’interno delle nostre vene all’origine dei nostri incontri.

Mi ero limitata ed evidenziare verbalmente l’insolita cornice, convincendolo a guardarmi senza emettere un fiato, masturbandoci a vicenda attraverso lo schermo. Con la delicatezza di tutto l’erotismo che possedevo in corpo in quel momento avevo sfilato verso il basso il perizoma, allargando le mie gambe per lasciar riprendere dall’obiettivo la mia vagina depilata e vogliosa.



Con un’occhiata allo schermo ero riuscita a captare la cappella di Michele rigonfiarsi al di sotto del tessuto dei pantaloni, traendo ancora più eccitazione da quella stessa risposta positiva al mio gesto. Avevo portato la mia mano destra alla ricerca del mio clitoride, proprio come amavo stuzzicare durante il corso dei preliminari, portando all’esasperazione il momento, lasciando inumidire il mio orifizio il più possibile prima di passare alla vera penetrazione.

In quanto donna sarei potuta approdare all’orgasmo senza la necessità di penetrare la carne con l’ausilio delle mie dita, ma non potevo rinunciare alla simulazione di una cappella rigonfia al mio interno.

Michele si era passato la lingua sulle labbra come faceva sempre in stato di eccitazione, seguendo i movimenti rotatori dei miei polpastrelli sul mio clitoride. La sua mano destra aveva liberato il suo membro dagli slip e dai pantaloni, ritrovandoci a masturbarci all’unisono accaldati e rinnovati come due adolescenti.

Riuscivo a sentire il rumore della sua pelle sbattere ad ogni sali e scendi, mentre la mia voglia si era inondata nel mezzo delle mie gambe, convincendomi a lasciare entrare due delle mie dita all’interno di quel fremito.

I miei movimenti avevano seguito quelli di Michele avanzando frettolosamente tra gemiti e sensazione di caldo estremo. La visione sulla sua mano intenta a muoversi su e giù frettolosamente mi aveva forse eccitato più della sua presenza fisica negli atti d’amore tra noi.

Le mie dita spingevano al mio interno con foga in direzione dell’orgasmo sguazzando nell’umido di una secrezione che aveva ampiamente bagnato anche le mie cosce. Mi ero lasciata andare all’ultimo gemito di piacere in esplosione dello sperma di Michele, bianco e denso come colla in grado di insinuarsi tra le pieghe del suo membro finalmente stanco.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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