Mi ero sposato una decina d’anni prima di quello che sarebbe diventato un tradimento di una lunga serie di passionali carnali avventure. Il sesso di routine con mia moglie aveva iniziato a sfumarsi in quelli che mi erano apparsi sempre più come obblighi di coppia, portandomi ad ampliare la cerchia delle cosiddetti amicizie professionali.

Diversi colleghi erano soliti frequentare un sito di incontri improntati sul sesso per utenti coniugati ‘infelicemente’ come sottolineava la pagina di iscrizione. Avevo riflettuto a lungo prima di decidere di inviare la mia iscrizione, sotto pseudonimo e fotografia reale del mio pene scattata durante un’erezione in prossimità di entrare in doccia.

Avevo spesso chattato con diverse donne prima di arrivare a due focose e disinibite gemelle troie. Samara e Sarah mi avevano inviato diversi scatto osé in intimo, evidenziando soprattutto il fondo schiena, senza arrivare chiaramente a fissare un vero e proprio appuntamento.

Armato di iniziale incertezza e pazienza avevo lasciato che fossero proprio Samara e Sarah a decidere di farsi avanti. Le gemelle dai capelli rossi e lunghi mi avevano dato appuntamento in un hotel fuori città soggetto alle prenotazioni ad ore dove mi ero presentato particolarmente eccitato all’idea.

All’entrata della pota numero 24 le gemelle mi avevano aperto la porta con indosso un reggiseno nero semitrasparente e un gonnellino scozzese. A primo impatto dovevano avere all’incirca vent’anni, ma nessuno di noi tre si era preoccupato di scambiarsi le generalità anagrafiche.



Come concordato mi ero lasciato condurre dalle loro voglie verso la doccia sufficientemente capiente da ospitarci in trio. Avevo lasciato cadere i miei vestiti a terra, slip compresi, denudandomi senza troppa vergogna, convinto del mio fisico ancora veemente.

Le gemelle avevano fatto lo stesso, completamente identiche se non per alcuni particolari intimi. Samara aveva l’inguine depilato, mentre Sarah una leggera peluria selvaggia alquanto stuzzicante. Sotto il getto dell’acqua tiepida mi ero lasciato spingere in un angolo della doccia, inerme dal punto di vista delle iniziative.

Ad assumere il controllo era stata Samara, insaponando le mie spalle per scendere verso il basso fino al mio ventre. Da li si era inclinata a 90 gradi per sollevare la mia cappella già pronta sfoderando sulla stessa la lingua. Sarah si era invece inginocchiata per iniziare a praticarle del sesso orale.

L’immagine delle gemelle senza vergogna e inibizioni mi aveva portato ad osare allungando la mano al di sotto di uno dei seni penzolanti di Samara, un’unica presa di iniziativa che non era stata respinta.

La bocca di Samara si era progressivamente divaricata lasciando entrare tutto di me, avviandosi verso la base del mio pene per poi ripercorrere all’indietro lo stesso sentiero, con estrema propensione come una grande esperta. La penetrazione del mio membro non era stata contemplata alle origini degli accordi, eppure quel pompino aveva compensato il godimento della stessa, senza avvertire alcuna mancanza.

Il contatto con Sarah si era limitato alla vista sino alla direzione del mio orgasmo all’interno della bocca di Samara. Soltanto nell’ultima fase Sarah aveva intrufolato la sua lingua all’interno del mio bocca per risucchiare da me la saliva, rilassando nervi, voglie e desideri.