Dopo anni di relazione con il mio compagno avevamo deciso di aprirci a nuove esperienze, colmando l’esigenza del sesso al di fuori del matrimonio in tutta consapevolezza reciproca evitando la rottura definitiva del nostro rapporto.

Entrare all’interno del mondo degli scambi di coppia ci aveva inaspettatamente unito ed eccitato ad ogni nuovo incontro e ritorno presso le nostre tradizionali vite. Dopo qualche anno di scambi di coppia classici presso i monotoni privè mi ero resa conto della passione innata per mio marito rivolta verso i trans, metà donna e metà uomo, in grado di soddisfare e accendere le più remote fantasie reciproche.

Persino da parte mia mi ero lasciata andare al desiderio di poter stringere tra le mani un seno femminile senza rinunciare all’esigenza di una penetrazione nel classico stampo maschile. Invece di disgustarsi tale fantasia aveva continuato a farsi spazio nei miei sogni fino all’opportunità di un evento misto per scambi di coppia internazionali.

Mio marito aveva scelto un trans di origine nordiche, dalla pelle estremamente chiara e dai lunghi capelli ossigenati, mentre i miei occhi erano stati immediatamente attratti da un mulatto che rassomigliava alla fisicità di una top model dalla capigliatura a caschetto e il seno più abbondante della mia taglia.

Due stanze separate e la fantasia di optare per la versione dotata di vasca da bagno ai piedi del letto, dove riempire il tutto con acqua calda e oli essenziali. Un’idea banale ma che non aveva mai convinto del tutto il mio compagno, arrivando alla scelta di una persona completamente estranea alla mia pelle e allo stesso tempo disponibile alle mie idee.

Ero già stata insieme ad una donna ai tempi del liceo, ma questa volta potevo vantare la prestanza sessuale di un uomo al disotto di quel fisico scultoreo dotato di grazia femminile. Non ricordavo d’aver compreso il suo nome ma perfettamente le sue labbra carnose, adagiate sulle mie nella presa d’iniziativa, fino ad arrivare lungo la discesa del mio collo, abbassando la zip del mio vestito dietro alla schiena.



La mia totale assenza di biancheria intima aveva innalzato la temperatura all’interno della stanza, privando della biancheria anche quel seno maestoso e un membro eretto non indifferente alle mie forme.

A primo impatto, ancora in piedi al bordo del letto, avevo deciso di afferrare un suo capezzolo tra le mie labbra, tralasciando dietro di me la consistenza di un seno rifatto, abbandonandomi alle sue mani in direzione dapprima delle mie natiche e successivamente verso il mio clitoride.

Dalla dolcezza dei suoi movimenti eravamo velocemente sfociati in una foga eccitante, per prima mi ero lasciata penetrare dalle sua dita, abbandonandomi successivamente al sesso orale nei confronti del suo cazzo perfettamente eretto.

Trasferendoci nella vasca mi ero lasciata dirigere ancora dalle sue mani, assumendo una posizione inclinata a pecora grazie alla quale prepararmi all’ingresso della sua cappella in prossimità del mio orifizio vaginale. Le dimensioni del suo membro avevano invaso il mio piacere nonostante una certa resistenza iniziale, convincendomi a seguire il suo ritmo accelerato in una progressione di sesso nella posizione a pecorina.

Al raggiungimento del mio primo orgasmo la sua cappella si era ritratta per cambiare un’altra volta posizione. Con naturalezza avevo assunto il controllo del suo volere, cavalcando il suo pene dotato tra la schiuma che ricopriva i miei seni e lo sguardo d’intesa fisso sui nostri volti.

Avevo raggiunto il secondo orgasmo senza sentirmi veramente sazia del suo pene, capovolgendo nuovamente la disposizione delle rispettive posizioni per trovare uno spazio all’interno della vasca al suo fianco, in equilibrio su un fianco.

La mia mano aveva ricercato frettolosamente la sua cappella per riportarla all’interno delle mie voglie, lasciando il potere nelle sue spinte, cercando di assecondarne il movimento. Ancora un altro orgasmo e la perdita dei loro conteggi prima di poter avvertire il rigonfiamento dei suoi testicoli e le contrazioni a precedere l’inondazione di quel piacere.

Mi sentivo così, colma di appagamento, di sperma e di bagno schiuma, con gli occhi sbavati dal mascara e l’anima rilassata.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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