Tra le molteplici bravate che avevo commesso in gioventù non mi ero mai dimenticata delle mie scelte sessuali liberali. Ero stata sia con uomini che con donne, singolarmente e contemporaneamente, completa libera da qualsiasi pregiudizio senza riflettere troppo sul domani.

La mia mancanza di inibizioni mi aveva permesso di esprimermi con totale sicurezza nei confronti del mio corpo, aprendomi diverse strade grazie al confronto con gli altri. Avevo sempre ricordato uno dei miei rari scambi di coppia all’interno del quale il mio ragazzo di allora si era prestato alle mie fantasie calandosi nei panni di un perfetto accompagnatore.

Erano stati due coniugi a raggiungerci verso il bancone del bar al privé di ritrovo. Entrambi sulla trentina si erano immediatamente adattati ai nostri standard, ma in un certo qual senso i ruoli si erano invertiti tra noi in modo del tutto naturale e spontaneo. I miei occhi erano ricaduti sulle natiche alte e sode della rossa vestita di pelle e latex bianchi, a risalto della sua pelle scura.

La lunghezza della sua gonna rasentava il confine di quel sedere oggetto delle mie attenzioni, mentre il mio abbigliamento lasciava maggiormente scollato il seno. Anche il suo sguardo si era incentrato su di me, mentre i nostri rispettivi compagni non avevano mai smesso di parlarsi distaccati quanto bastava da noi. L’idea di soffermarci tutti insieme all’interno della stessa camera ci era sembrata un’ottima alternativa, complici e allo stesso tempo trasparenti.

Annette si era slanciata in un bacio in direzione delle mie labbra scegliendo per noi il letto principale, mentre con la coda dell’occhio ero riuscita a vedere i nostri uomini in direzione del divano in pelle. Le mie mani si erano avventurate al di sotto di quel tessuto insufficiente arrivando immediatamente alla scoperta della sua carne in assenza di slip.



Con i suoi morsi sul collo avevo deciso di semplificare le cose spogliandomi completamente, lasciando che Annette seguisse i miei stessi movimenti liberandosi di indumenti inutili. Il suo seno destro presentava un tatuaggio a forma di spirale che mi aveva attratta verso di sé, mordendo entrambi i suoi capezzoli indecisa su dove soffermarmi più a lungo.

I suoi successivi movimenti mi avevano atterrata sul letto, dalla mia pozione riuscivo perfettamente a scorgere il viso del mio compagno e la sua bocca impegnata ad accogliere la cappella di un altro uomo, trovando il contorno ancor più eccitante al momento del baci in direzione del mio clitoride. La lingua di Annette si era inerpicata per l’intera zona inguinale prima di scendere nuovamente e decidere di penetrare la mia vagina.

La successiva penetrazione delle sue dita mi aveva regalato in fretta il raggiungimento di un orgasmo, mentre i gemiti del suo compagno si erano confusi con i miei. Al momento del mio turno avevo rivoltato Annette in posizione a pecorina, leccando il suo orifizio anale, stimolando il suo clitoride con le dita. Avevo sfruttato al meglio le mie doti da bisessuale, lasciandole raggiungere l’orgasmo senza la necessità di penetrarla, riservando alla mia lingua il risucchio del suo piacere.

Entrambi i nostri compagni si erano portati verso di noi con le cappelle ancora in piena erezione per sfociare il bagno di sperma sui nostri volti appagati di piacere, ritrovandoci a leccare l’atto finale di quella serata fino all’ultima goccia.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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