Qualche anno fa mi ero ritrovato al centro di una serata densa di sudore, erotismo, orgie e alcool allo stato puro, una delle ultime bravate parte della mia vita sociale sregolata.

Avevo preso parte a un party per soli uomini omosessuali allo scopo di comprendere le mie effettive preferenze in campo intimo dopo essermi dimostrato particolarmente attratto da un compagno di liceo senza essere ricambiato. In un certo qual senso la delusione mi aveva spinto a ricercare un eccesso a base di alcool e innovazioni, sotto invito da parte di un gruppo conosciuto tramite social network.

Il party si presentava all’interno di un locale affittato grazie alla colletta condivisa, carico di alcolici, musica e luci al neon, ma soprattutto di ragazzi che si spogliavano in ogni angolo della sala. M ero così ritrovato circondato da fisici statuari e palestrati ma  anche da corpi relativamente normali in slip, perizoma e box aderenti.

Per non sentirmi fuori posto avevo deciso di spogliarmi soltanto dopo aver assunto una quantità di bicchieri sufficienti a lasciarmi dimenticare l’imbarazzo. Al contrario di alcuni ragazzi avevo preferito assistere in parte sobrio ad un iniziale avvio della festa nel tentativo di poter assecondare e ricordarmi di ogni mio desiderio.

Con la coda dell’occhio avevo adocchiato un biondino seduto di fronte a me a pochi metri di distanza, in slip azzurri, nel bel mezzo di cappelle che fuoriuscivano dalla biancheria intima per finire all’interno di bocche e mani sudate. Il frastuono della musica aveva coperto qualsiasi gemito di godimento intorno a me, nonostante una prima penetrazione anale al mio fianco da parte di due giovani bagnati dalla testa ai piedi di vodka.



La vista del sesso tra uomini mi aveva particolarmente eccitato fino all’arrivo di alcuni trans. La loro presenza non mi aveva scosso, la vista del seno rifatto e dei tratti del volto femminili però non si era dimostrata eccitante per me quanto lo sguardo del giovane ancora seduto di fronte al mio sguardo. A decidere di alzarsi prendendo l’iniziativa era stato proprio lui dopo aver rifiuto l’invito di uno dei trans alla ricerca di sederi e cappelle.

Non appena la sua bocca si era avventata sulla mia mi ero sentito completamente a mio agio, abbassando i suoi slip azzurri per lasciar scivolare verso le caviglie anche i miei. Dai baci era disceso lungo la linea del mio collo, dei pettorali, fino all’ombelico e all’inguine, risucchiando con foga la mia cappella. Potevo sentire l’odore dell’alcool intorno a me, ma prima di avere il tempo per esserne quasi disgustato uno dei trans si era avvicinato per infilarmi il suo cazzo tra le labbra.

Invece di rifiutarlo mi ero lasciato travolgere per un pò dall’eros fino ad esplodere in un orgasmo all’interno della bocca del mio occasionale compagno. Le cose erano successivamente mutate perdendo ogni filo logico inscenando un trenino di penetrazioni anali.

Ero rimasto al fianco del ragazzo biondo con il quale avevo iniziato la mia serata di sesso orale, attendendo il nostro turno all’interno della catena formata. La sua cappella aveva penetrato il trans di fronte a lui, mentre avendo recuperato le energie avevo chiuso il termine del trenino penetrando il suo ano a mia volta, senza essermi ritrovato nessuno alle spalle.

La posizione non ci aveva permesso di muoverci, mentre qualcuno aveva continuato a bere, ma le mie spinte di erano progressivamente adattate ad un ritmo incalzante, godendo di quella fessura stretta e delle natiche alle quali reggevo con le mani.

Avevo raggiunto il secondo orgasmo in balia di uno stato di estasi e libertà di poter esprimere il senso più celato della sessualità a lungo ricercata, senza alcuna vergogna o pudore al momento dell’estrazione del mio pene sfinito dall’appagamento dei sensi.