Avevo conosciuto da poco Bernardo, un giovane ragazzo francese in vacanza in Italia durante il periodo delle festività natalizie, amico di amici e complice di una serata ad ampia scelta di alcool.

Ci eravamo scambiati il numero di telefono e qualche bacio nel bagno pubblico del pub dove era trascorsa la serata precedente alla vigilia. Non ricordavo d’aver provato un’attrazione fisica immediata con qualcuno da moltissimo tempo dopo le mie avventure omosessuali sporadiche.

Bernardo si era mostrato da subito l’opposto rispetto al mio carattere, una differenza perfetta per rompere una routine piatta senza eccessive coinvolgimenti sentimentali data la sua provvisoria permanenza in Italia.

Nella sera di Natale Bernardo aveva deciso di farm un regalo presentandosi al mio appartamento per una cena romantica in veste di Babbo Natale dai capelli biondi e i pettorali scolpiti. La sua iniziativa mi aveva lasciato inizialmente perplesso, ma il tempo di uno sguardo e di un bacio era bastati a farmi cambiare idea.

Avevamo deciso in fretta di rinviare la cena a più tardi e di consumare un rapporto natalizio tra i più eccitanti della mia esistenza. Bernardo mi aveva portato verso il divano continuando a baciare il mio collo, una delle zone più erogene per me, mentre il suo profumo aveva inebriato tutti i miei sensi unito all’odore naturale della sua pelle.

Il suo cappello rosso era volato velocemente a terra insieme alla giacca di Babbo Natale, lasciando scoperto il suo petto villoso e un leggero strato di muscoli quasi appena accennati. Le mie mani avevano cercato in fretta l’apertura della cerniera per poi abbassarsi insieme al tessuto tenuto saldo tra le dita, adocchiando soltanto per pochi istanti i suoi slip natalizi, per abbassarli immediatamente dopo e notare l’erezione del suo pene e di un inguine selvaggio non depilato.



Bernardo si era retto a me per portare all’indietro il suo collo, gemendo per il piacere all’entrata della sua cappella nella cavità della mia bocca vogliosa della sua pelle e del suo sapore, incurvando la lingua lungo la linea di quel corpo eretto e desideroso di me.

Il mio sesso anale lo aveva portato ad un passo dal raggiungere l’orgasmo quando Bernardo aveva improvvisamente deciso di recuperare il controllo per posizionarmi a gattoni sul divano. Le sue mani avevano divaricato le mie natiche per scrutare dritto con gli occhi il mio orifizio anale.

Il suo ruolo da dominatore non mi era affatto dispiaciuto nel contesto, piegandomi alla sottomissione forte di un desiderio che non si era nascosto in direzione del mio pene. La sua calda lingua era affossata dentro di me con la spinta prepotente dettata dal richiamo della carne e della voglia, abile e instancabile allo stesso tempo per un tempo indefinito nel quale mi ero ritrovato assente, avvolto da uno stato di trans.

Nel momento in cui la sua cappella si era appoggiata al mio orifizio anale non avevo esitato ad accompagnare la sua entrata dolce cercando di spingere il mio corpo all’indietro. Le prime spinte e il mio membro stretto nella mano mi avevano portato verso un’eccitazione quasi mai raggiunta prima con una persona della quale conoscevo poco se non nulla.

Le spinte si erano fatte più frequenti e veloce, mentre riuscivo a sentire i suoi testicoli sbattere in direzione dei miei, continuando a muovere la mia mano a scatti, attendendo il momento all’unisono per giungere all’orgasmo.

Le mani di Bernardo si erano spinte in deboli schiaffi contro le mie natiche, mentre mi ero ritrovato costretto a frenare i miei istinti diverse volte stringendo la mia cappella nel palmo della mano. Soltanto alla presa sui miei fianchi avevo permesso al mio sperma di risalire in superficie, mentre il suo orgasmo era esploso al mio interno sancendo un erotico Natale alternativo.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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