Vivevo in Italia ormai da moltissimi anni ma entrambi i miei genitori provenivano invece da origini giapponesi e tutto sommato ero sempre stato considerato un vero e proprio latin lover grazie al taglio dei miei occhi e al fascino del mio fisico unito ai lunghi capelli neri sulle spalle.

Prima di chiedere in moglie Azzurra, da sempre affascinata dalle mie tradizioni, mi ero assicurato di poter dar sfogo insieme a lei alle mie più torbide fantasie senza per questo lasciarci un solo secondo o porre fine alla nostra solida relazione.

Avevamo così sperimentato ogni tipologia di sesso e pratiche, usanze, frequentando i più rinomati locali per scambisti, nudisti e molto altro ancora, finché non era diventata la mia più grande conquista nel corso degli anni, la donna con la quale decidere di fermarmi per sempre.

Nel rispetto delle tradizioni della mia famiglia avevamo deciso di recarci in Giappone per il viaggio di nozze, mentre a seguito della cerimonia ci eravamo ritirati in un’appartamento condiviso assieme ad un gruppo di persone fidate con le quali mantenere fede ad uno dei riti più arcaici delle nozze giapponesi.

Il bukkake consisteva in una tradizione antica, giudicata in parte maschilista e con ostilità dalla cultura moderna, secondo la quale la sposa doveva ritrovarsi al centro di un gruppo di uomini pronti a sborrarle in pieno volto. Azzurra aveva accettato senza troppi rigiri di parole e la necessità di insister, tanto meno l’accentuato pudore inutile fra di noi.

Proprio per velocizzare l’iniziazione del bukkake avevamo optato per una cerimonia rapida in grado di portarci con rapidità presso il luogo dell’incontro con quattro delle persone invitate e scelte accuratamente.

L’abito di Azzurra possedeva uno stile impero, semplice e liscio, una linea delicata e semplice da togliere. Al contrario delle altre spose nessun completo intimo bianco e inappropriato all’avvenimento. Azzurra aveva lasciato scivolare ai suoi piedi il vestito per spostarsi al centro della stanza dove inginocchiarsi, completamente nuda e avvolta soltanto dal suo profumo.



Per immortalare il tutto avevo portato con me la videocamera in quanto, in qualità di sposo e reporter non averi partecipato al banchetto ma soltanto assistito come un guardone eccitato, ma inerme.

Azzurra aveva atteso con ansia l’arrivo dei quattro uomini scelti con le gambe strette l’una contro l’altra a nascondere il suo inguine, ma la sua terza di seno scoperta e i capezzoli morbidi in forma allargata.

All’arrivo degli invitati tutti quanti avevano optato per spogliarsi solamente dalla vita in giù, ammirando mia moglie prima di passare all’azione vera.

Due uomini avevano scelto di posizionarsi ai suoi fianchi mentre un terzo di fronte al viso di Azzurra, per un quarto rimasto invece alle sue spalle per godere dall’alto della scena di gruppo.

Come prevedeva il bukkake tutti e quattro avrebbero dovuto inondare il viso di mia moglie al momento dell’orgasmo, ma inizialmente le mani di Azzurra si erano prodigate per afferrare entrambi i membri già eretti in suo favore.

Il terzo degli uomini, il più giovane l’aveva afferrata con forza per farle accogliere la sua parte più virile all’interno delle sue labbra morbide e rosse. Le sue labbra avevano assunto un tono inizialmente delicato per po aumentare di ritmo insieme al movimento delle mani.

Una scena altamente eccitante poiché nessuno di loro avrebbe mai osato penetrarla in altro modo, dove sarebbe rimasta solamente mia. La mia voglia era tangibile all’interno dei mie jeans, ma trattenermi mi avrebbe permesso di esplodere a maggior godimento al successivo rapporto sessuale tra di noi, quando di lei mi sarebbe rimasto ancora il ricordo del bukkake.

Azzurra perdeva saliva dalle labbra, la stessa che era colata nel mezzo dei suoi seni, seguendo la linea del suo ventre, sino a morire nella conca di carne tra le sue cosce. Tutti quei movimenti si erano susseguiti per almeno quindici minuti prima di staccarsi da lei.

Tutti e quattro avevano raccolto il proprio pene nella mano destra per gli ultimi decisivi movimenti, sollevandosi in punta di piede in direzione del suo viso. Il bagno di sperma sui suoi lineamenti, quel piacere non mio, mi aveva portato a desiderarla maggiormente, senza la voglia di condividerla più per il corso dell’intera luna di miele.