Nonostante la mia relazione altalenante mi ero lasciato convincere da un gruppo di amici, imbarcandomi nell’avventura di un sesso a pagamento all’interno di una sorta di bordello alquanto particolare dove ogni ragazza si trovava inserita in apposite fessure lasciando esposte soltanto le gambe in direzione dell’apertura vaginale oppure anale.

Impossibilitato ad intravedere completamente le ragazze mi ero limitato a mettermi in fila per conquistare il mio biglietto, inizialmente spaesato dalla presenza di uomini di ogni età con i pantaloni abbassati in attesa del proprio turno. Al momento del mio biglietto non avevo avuto alcun dubbio nell’optare per il sesso anale, un’esperienza che mi aveva da sempre eccitato ma si erano dimostrate ancor più rare le occasioni capitate.

Nel momento dell’attesa sentivo crescere dentro di me l’eccitazione del mio membro imprigionato tra gli slip e il tessuto spesso dei miei pantaloni. Nessuno dei presenti sembrava puntare lo sguardo su di me, motivo per il quale avevo iniziato a sfiorare la mia intimità fremente di poter arrivare alla ragazza. Quando finalmente si presentò di fronte a me quel sedere perfetto e il paio di gambe lunghe mi ero preoccupato di accarezzare la sua pelle per il tempo necessario, senza soffermarmi ad immaginare il resto dei suoi lineamenti.



Sulla parete si trovava affisso un lubrificante che avevo utilizzato per inumidire il suo ano predisposto ad accogliermi, appoggiando lentamente la mia cappella nella sua entrata senza affrettare il momento. Nessuno dei preliminari più eccitanti mi era mancato mentre posavo lo sguardo verso il suo orifizio anale vissuto e dilatato. Entrando dentro di lei ero stato aiutato dalla sua spinta verso di me, portando la mia mano destra in direzione del suo clitoride.

Per alcuni minuti avevo seguito un ritmo rallentato continuando a toccare il suo clitoride fino a penetrare anche il suo orifizio vaginale. Entrambi i nostri ritmi si erano progressivamente equilibrati avanzando sempre più forte. Le persone in attesa e il resto dei grugniti si era dileguato dalle mie orecchie, continuando a pensare solamente al momento della risalita del mio sperma.

Non avevo avuto alcuna esitazione nel lascia sfogare il mio piacere all’esterno incurante dei fabbisogni della ragazza, per una volta avevo deciso di reagire egoisticamente spruzzando all’interno del suo ano tutto il desiderio represso. Avevo lasciato rilassare il mio membro fino all’ultima goccia prima di estrarlo per ripulirlo e osservare ancora una volta il liquido colare tra le cosce della ragazza.