Avevo deciso di sposare Carmine dopo un lungo fidanzamento e la sicurezza economica data da entrambe le rispettive famiglie. Senza un particolare coinvolgimento emotivo, dopo tutti gli anni trascorsi insieme nei quali eravamo diventati pressoché due amici, avevo cercato in ogni modo di reprimere gli sguardi di mio suocero, senza mai ricambiarlo per un lasso di tempo ‘compromettente’.

La mattina del giorno programmato a lungo tuttavia mi ero svegliata con un desiderio insaziabile di sesso ma non con il mio solito partner. Quella sensazione di pulsione mi aveva accompagnata per l’arco dell’intera mattinata fino agli sgoccioli della cerimonia avvenuta nel corso del primo pomeriggio. Avevo pronunciato un ‘si’ senza prestare alcuna attenzione alle parole del parroco ma incrociando volutamente lo sguardo di mio suocero.

Non mi ero mai soffermata prima sul suo fascino, persino maggiore rispetto ai lineamenti di Carmine. Durante le fotografie successive dentro di me si era accesa la voglia e la fretta di ritornare ai nostri ospiti all’interno della sala scelta per la cena in un complesso in campagna lontano da occhi indiscreti. Non appena varcata la porta mio suocero aveva cercato ogni scusa per avvicinarsi a me e nel bel mezzo dell’aperitivo mi aveva chiesto di seguirlo sul retro per il suo personalissimo regalo di nozze.

Avevamo abbandonato tutti con una scusa, mi sarei recata velocemente a casa per un paio di calzature di ricambio, decisa a seguire quell’istinto che mi aveva accompagnata per il corso dell’intera giornata. In realtà ci eravamo soffermati poco distanti dalla villetta, scendendo dall’auto per non sporcare lo strascico del mio vestito bianco. Non erano servite parole per cedere al desiderio di baci appassionati, senza alcuna vergogna, senza alcun sintomo di rimorso e pentimento.



Dai suoi pantaloni riuscivo a sentire la veemenza del suo membro eretto, vigoroso, così come me lo ero sempre immaginato. Carmine soffriva di eiaculazione precoce, un particolare che non avevo mai amato e che speravo di non ritrovare in mio suocero. Le sue mani al di sotto del mio vestito ampio avevano raggiunto in fretta i miei slip per insinuarsi al di sotto del tessuto in cerca del mio clitoride. Il mio desiderio si era rivelato un lago di piacere in brevissimo tempo, lasciandomi totalmente sopraffare dall’istinto, cercando la cerniera dei suoi pantaloni.

Abilmente ero riuscita ad estrarre il suo membro eretto e solido, sufficientemente lungo a ricoprire ogni desiderio. Con il breve tempo a disposizione, prima di poter insospettire gli invitati, ci eravamo concessi una breve masturbazione classica, lasciandomi voltare di spalle per reggermi contro i finestrini dell’auto. La bocca di mio suocero era arrivata sin sotto la gonna, piegandosi sulle ginocchia per assaporare il mio gusto prima di penetrarmi con la delicatezza della sua cappella.

Senza precauzioni la sua pelle era subentrata in me sotto i morsi delle contrazioni muscolari del mio inguine, raggiungendo pulsazioni a livello del clitoride mai raggiunte fino a quel momento. L’idea del dover fare i conti con il pentimento successivo non ci aveva mai sfiorato, seguendo i suoi colpi incalzanti dentro di me. Avevo accompagnato ogni spinta fino a raggiungere due orgasmi consecutivi prima di essere sorpresa dalla sua resistenza.

Il desiderio del suo membro aveva continuato ad entrare e fuoriuscire dalla mia vagina fino a contare in tutto cinque orgasmi prima di un suo distacco per sfogare il suo sperma sul manto erboso ai nostri piedi. Guardandolo mi ero resa conto d’aver trovato l’amante dei miei stessi sogni.