Organizzare degli Yiff party in Italia era risultato estremamente difficile, ancor più complicato di quanto non lo fosse già all’interno degli Stati Uniti mentalmente più aperti rispetto a certe pratiche sessuali alternative.

Gli Yiff party ai quali mi ero ritrovata a partecipare in passato consistevano tutti in piccoli gruppi di scambisti soliti riunirsi per halloween all’interno dei diversi privé tradizionali, travestiti essenzialmente da grandi peluche, oppure incrementando il desiderio in virtù degli animaletti di stoffa.

Insieme alla mia amica Luna avevamo deciso di organizzare un party del tutto “fuori legge”, in prossimità del primo weekend di agosto, all’interno di una tenuta alberghiera sulle Alpi prenotata con largo anticipo da una quindicina di persone.

Facevamo tutti parte del gruppo social network camuffato da cosplay alternativi, tutti amanti dei peluche e del livello di eccitazione massima nel travestirci da diversi personaggi non soltanto in prossimità delle ricorrenze di carnevale ed halloween.

In città conducevo una vita normale da impiegata, trentacinque anni e la stessa rigida divisa professionale, la stessa famiglia al rientro, la stessa osservanza delle regole sociali contro i pregiudizi per i cosiddetti “diversi”.

Persino mio marito era sempre stato all’oscuro dei miei travestimenti e dei profondi segreti che custodivo insieme a Luna, servendomi ogni volta del suo scantinato per scegliere il costume più adatto alle diverse organizzazioni. Grazie a lei, fondatrice del gruppo segreto piemontese, ero riuscita a trasformare diverse trasferte lavorative in veri e propri weekend all’insegna dello sballo.

In occasione del nuovo party mi ero fatta arrivare, sotto uno dei miei migliori acquisti online, un costume da cerbiatta apparentemente indifesa, mentre Luna aveva ripiegato su un classico peluche nei panni di una gatta arrapata e in periodo di calore.

Al party ristretto avevano aderito una ventina di persone con le quali ci eravamo ritrovate in un parcheggio, una serie di maschere di animali e peluche appartenenti a qualsiasi tipologia.

Raggiunto il punto esatto all’interno dell’area boschiva avevamo aperto le tende, onde evitare una spiacevole denuncia per atti osceni, suddividendole l’una dall’altra a poca distanza.

Per ravvivare il tutto avevamo deciso di lasciare all’esterno gli uomini, mentre all’interno delle tende si erano sdraiate solamente le donne, a gambe divaricate, grazie alla modifica sui costumi in direzione dell’intimo senza indossare nulla al di sotto.



L’eccitazione più estrema, oltre ai costumi, era rappresentata dall’anonimato dei partner che sarebbero sopraggiunti all’interno delle tende, singolarmente oppure in gruppo, decidendo di sottomettere le femmine a qualsiasi desiderio.

All’interno della mia tenda si erano presentate due maschere, un tenero orsetto e un lupo. Quest’ultimo aveva deciso di possedermi immediatamente con foga, lasciando penetrare la sua lingua in direzione del mio orifizio anale, mentre il secondo si era precipitato in direzione delle zip presenti sui miei seni per affondare una serie di morsi in direzione dei miei capezzoli, prima di zittirmi dai gemiti invadendo la mia bocca con la sua grande cappella.

Prima che potessi raggiungere l’orgasmo il cazzo del lupo si era fatto strada in me con un unico colpo deciso, un mix di dolore iniziale ma estremo piacere successivo seguito dalle sue spinte. Il pene all’interno della mia bocca aveva raggiunto in fretta il suo culmine, decidendo di sborrare sui miei seni il suo piacere.

L’orso aveva così deciso di passare alla tenda successiva di Luna, mentre al suo posto erano sopraggiunti un panda e un classico maiale. L’uomo travestito da lupo aveva continuato a spingere dentro di me, mentre il peluche a forma di maiale aveva sollevato la mia mano destra in direzione del suo membro eretto.

Il panda aveva assistito alla scena decidendo qualche istante dopo di fermare il lupo per prendere il mio posto e incitarmi a salire sopra il suo cazzo voglioso. Il membro del lupo si era così ritrovato all’esterno, ancora voglioso e sul punto di esplodere, leccando frettolosamente il mio ano con la punta della lingua prima di procedere ad una doppia penetrazione.

Di fronte a me potevo gustare il sapore del pene del panda, mentre sotto i colpi in sincronia dei due uomini avevo raggiunto i primi due orgasmi. Il terzo arrivò al momento dello sperma colante dentro il mio ano del lupo, attraverso un ululato di piacere e una sensazione di liquido caldo colante in direzione del pene all’interno della mia vagina.

Prima che il muscolo del mio ano potesse tornare in posizione originaria era sopraggiunto un enorme peluche a forma di coccodrillo, penetrandomi nuovamente con decisione.

In linea cronologica era esploso dapprima l’orgasmo della cappella all’interno della mia bocca, mentre in successione avevo avvertito il rigonfiamento dei testicoli del peluche all’interno della mia vagina, per finire con l’ultimo degli arrivati.

Al termine del primo paio d’ore di party Yiff mi ero ritrovata invasa dallo sperma, sotto il desiderio di potermi dare una ripulita e ricominciare il gioco sino al sorgere dell’alba.