Io e Raffaella stavamo insieme da circa un anno, ma la routine di coppia rischiava di logorare il nostro rapporto, due spiriti troppo liberi per cedere alle catene della società programmata, seppur intenzionati a rimanere insieme.

Era stata Raffaela ad incuriosirmi raccontandomi dei suoi viaggi online all’interno di strani siti web per gli scambi di coppia. Era sempre lei a cercare di ravvivare il nostro rapporto sessuale e so che in molti avrebbero voluto riporre sul suo corpo le proprie mani.

Raffaela aveva la mia stessa età, 30 anni portati magnificamente e nessuno le avrebbe dato oltre i vent’anni a dirla tutta, un corpo da ex ginnasta e un paio di occhi azzurri su di una chioma ribelle color del fuoco. Ma ammettendo la più sacrosanta delle verità gli uomini erano attratti dal suo fondo schiena alto e sodo e dai suoi seni abbonanti. Persino le donne si voltavano a guardare lei fra i due, seppur il mio fisico da personal trainer mi permetteva una discreta cerchia di ammiratrici a mia completa disposizione.

Perché tradirsi quando sessualmente parlando avevo già tutto quello che un uomo poteva desiderare? Perché la routine, dall’altra parte della medaglia, a detta di Raffaella ma condivisa da me in pieno, aveva il potere di instaurare catene stette intorno alla gola di qualsiasi rapporto.

Aperto ai compromessi decisi di ascoltare la sua idea fino in fondo prima di rifiutarla, ma al termine del suo entusiasmo e della luce brillante all’interno dei suoi occhi decisi di programmare online il punto di incontro con la coppia scelta da Raffaella.

Agata e Christian, due nomi che non mi suggerivano assolutamente niente, due persone che non avevo mai visto ma che dalle fotografie che Raffaella mi aveva mostrato ci rassomigliavano particolarmente se non per i capelli rasati di lui e una chioma nettamente inferiore come lunghezza e bionda rispetto al rosso al quale ero abituato.

L’appuntamento era per mezzanotte all’interno di un parcheggio commerciale fuori città dove le coppie erano solite incontrarsi per scambiarsi di partner. Un aneddoto che non conoscevo e che si trovava ad appena qualche chilometro dalla città milanese dove abitavo con Raffaella.

Non avevo cambiato il mio modo di vestire, un paio di jeans e una maglietta bianca mentre Raffaella era rimasta la sola rocker da t-shirt semitrasparente e leggings di pelle nerissima.



A momento dell’arrivo nel parcheggio l’auto della coppia con la quale ci eravamo dati appuntamento si trovava già in attesa con il richiamo delle quattro frecce accese.

Dalla stessa scese solamente Agata in jenas e canottiera bianca, mentre con un cenno reciproco della testa fra me e Christian avevo lasciato scendere Raffaella.

Agata mi suggerì successivamente di allinearmi al fianco dell’auto, al fine di mantenere la visuale su ciò che sarebbe avvenuto all’interno di entrambe le vetture. L’imbarazzo scivolò via in fretta al momento della sua presa di posizione.

Agata non lasciò inutili convenevoli al caso, decidendo di slacciare i miei jeans per affondare le labbra in direzione dei miei testicoli. Uno sguardo verso Raffaella e un Christian già affondato tra i suoi seni mi convinse lasciarmi andare.

Spinsi così la testa di Agata su di me, lasciandomi succhiare i testicoli uno alla volta prima di passare al resto del mio pene eretto. Un sesso orale durato solamente pochi minuti prima di riprendere in mano la situazione e decidere di spogliarla da ogni inutile indumento.

Era dannatamente sensuale affondare le mani sui suoi glutei e lasciare muovere la lingua su quei seni di poco abbonanti. Il profumo della sua pelle odorava di frutti rossi, ma senza esplodere nella classica sensazione stomachevole ed eccessiva.

Avevo lubrificato un dito della mia mano destra con il succo della mia saliva per esplorare delicatamente il suo orifizio anale, ma le sua mani e movimenti del suo bacino mi avevano convinto ad aumentare di veemenza, mentre con la mano libera avevo stimolato il suo clitoride senza sosta fino al suo orgasmo.

Raffaela si trovava al di sopra di Christian, mentre le sue mani continuavano a spingerla dall’alto verso il basso reggendosi ai suoi seni. I fatto di vederla, di saperla con un pene diverso dal mio al suo interno mi aveva eccitato come non era mai accaduto prima.

Agata si era voltata sul sedile del passeggero abbassato a novanta gradi e nello stesso modo decisi di penetrarla con immediata forza tra i suoi sospiri di piacere.

Colpi energici che lasciavano sbattere i miei testicoli contro di lei provocando il classico rumore eccitante, in un via vai di entrate e uscite dalla sua ormai allagata vagina calda.

Venni dentro di lei sicuro della presenza della mia protezione e lasciai che Agata gridasse di piacere prima di togliermi. I vetri appannati avevano impedito al mio sguardo di vedere Raffaella dall’altra parte, ma non il suo tipico ansimare ad orgasmo raggiunto.