Il mio matrimonio era terminato ormai da qualche anno e, successivamente ad un sesso sempre deludente, avevo deciso di aprirmi a nuove ed entusiasmanti esperienze prive di un qualsiasi seguito sentimentale.

Mi ero lasciata così coinvolgere all’interno del mondo dei locali più disparati, dallo scambio di coppia, al sesso online, sino ad approdare all’interno dei locali misti dove si poteva partecipare alle più disparate pratiche sessuali miste.

All’alba dei miei quasi raggiunti 50 anni possedevo ancora un fisico tonico e una sesta naturale di reggiseno fonte di attrazione per gli uomini di tutte le età. Ma all’interno delle pratiche sessuali ero diventata particolarmente brava nel sesso orale, tra la lista delle pratiche preliminari alle quali preferivo dedicarmi.

Un weekend di marzo avevo così deciso di iscrivermi alla sezione dedicata all’interno del locale scelto dove ero solita giungere in compagnia del mio più caro amico omosessuale. Una volta arrivati sul posto ognuno era solito prendere la propria direzione per rivedersi solamente ad un orario prestabilito per il rientro alle nostre vite quotidiane.

Mi ero diretta all’ingresso della mia camera dove mi attendevano già sull’uscio quattro uomini ben piazzati più giovani di me di almeno un decennio. L’unico tra loro dai capelli chiari reggeva un calice di plastica, di quelli acquistabili presso qualsiasi negozio di gadget per le festività, adatto allo scopo della nostra piccante esperienza.

Indossavo un cappotto nero e delle calze a rete, ma non appena varcata la soglia della camera da letto me lo ero lasciato sfilare via, rimanendo in tacchi a spillo. Avevo deciso di non indossare altro oltre le calze a rete, così sexy e provocatorie.



Mi ero sdraiata sul setto coperto da lenzuola lussuose di seta rosse e mi ero lasciata abbandonare alle labbra dei primi due uomini sui miei rispettivi capezzoli.

Un terzo si era unito a noi divaricando le mie gambe per andare dritto al punto con la lingua sul mio clitoride, mentre mi ero ritrovata a leccare i testicoli dell’ultimo bruno a cavalcioni sul letto al di sopra della mia testa.

Avevo iniziato a leccare senza più fermarmi, passando da un uomo all’altro nel mentre in cui anche le loro lingue passavano dai miei seni al mio clitoride per poi affondare all’interno del mio piacere.

Avevo raggiunto il primo orgasmo nello stesso istante in cui sfilai via le mie labbra per lasciar ricadere il succo dell’uomo sopra di me all’interno del bicchiere di plastica, il vero protagonista della nostra ammucchiata.

Dopo un altro vorace succiare anche il secondo uomo cedette al desiderio dell’orgasmo, mentre anche i miei nervi si erano lasciati andare al dolore misto al piacere dei morsi sui miei capezzoli e sull’inondazione giunta sino alle lenzuola colando sino all’orifizio del mio ano.

Quando anche il terzo del gruppo aveva terminato di entrare e fuoriuscire dalla mia bocca avevo deciso di riporre l’ultimo pene fra i miei seni, terminando il livello del bicchiere in questo modo.

Prima di servirci del bagno per una doccia di gruppo ne avevamo tutti bevuto un sorso, stringendo un patto simbolico di un nuovo ritrovo in prospettiva del prossimo incontro infuocato.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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