Io e Adelaide avevamo da poco chiuso un affare particolarmente conveniente per le finanze della nostra catena di import export. Avevo sempre nutrito il desiderio di possedere un’azienda ma le mie singole disponibilità di denaro non me lo avrebbero mai permesso se non fosse stato per la mia amicizia con Adelaide.

Era stata lei stessa a consentirmi di entrare a far parte dell’azienda dove si era inserita un paio d’anni prima di me, un continuo via vai di sempre nuovi assunti e stagisti, ma un cerchio di più fidati composti nella totalità da otto pedine, compreso io stesso.

Come ogni estate il capo dell’azienda aveva deciso di dare una festa in annuncio delle rispettive assegnazioni delle ferie e come ogni volta aveva espressamente messo a disposizione la sua piscina esterna all’interno dell’imponente villa fuori dal centro di Milano.

Le feste in piscina di Pietro si erano da sempre rivelate molto più di una semplice riunione professionale, ma per me rappresentava la prima vera entrata ufficiale all’interno dello staff dei dirigenti. Adelaide mi aveva anticipato un qualcosa di veramente eccitante e nella mia mente si erano aperte diverse possibilità con lei, senza intaccare la regola principale per la quale non legarsi sentimentalmente alla propria collega.

La sera della festa in piscina ci ritrovammo in quattro uomini e quattro donne, ma fra tutti i presenti i miei occhi erano ricaduti sul corpo dalle forme abbondanti di Adelaide e sul seno e i glutei di una brunetta dai capelli particolarmente lunghi tenuti in ordine da una treccia.

Al momento del brindisi per l’assegnazione delle ferie ci eravamo ritrovati in costume, rigorosamente in bikini per le donne, e slip aderenti per noi uomini. Ero rimasto al fianco di Adelaide puntando dritto alla sua bocca al momento del primo bacio scattato tra Pietro e una seducente bionda dall’altro lato della piscina.



Il piacere più intenso per il gruppo consisteva nel fare sesso tra di noi, con chiunque si avesse espressamente voglia. Adelaide si era frettolosamente trasformata in una arrapante vogliosa di sesso e attenzioni. Dopo alcuni caldi baci avevo distolto lo sguardo per vedere intorno a noi il resto dei colleghi ormai senza veli. Mi ero precipitato nel sfilare via i nodi dal costume di Adelaide per poi affondare le labbra da un capezzolo ad un altro.

Non l’avevo mai vista così arrapata e intraprendente, ma ad un certo punto le sue gambe si sollevarono avvinghiate ai miei fianchi e i suoi morsi sul collo mi eccitarono come non accadeva da tempo. Nello stesso istante in cui avvenne la penetrazione in Adelaide anche la brunetta adocchiata in precedenza si avvicinò a me insieme ad uno dei colleghi.

La sua lingua si insidiò sulle mie spalle nel mentre in cui la sua schiena si inclinava a novanta gradi per ricevere il membro eretto di un altro uomo. Il bagno di mezzanotte nella piscina di Pietro si era trasformato in un’orgia incandescente di lamenti di piacere e champagne al bordo dello schienale.

Adelaide aveva successivamente inclinato la testa per accogliere i baci del nostro collega, mantenendo un movimento costante con il mio membro all’interno di lei, un gioco di bacino e presa sul mio petto tramite i graffi delle sue unghia affilate.

Nel frattempo avevo portato i miei palmi sui seni della brunetta al mio fianco e avevo lasciato che i suoi baci si trasformassero in violenti morsi al limite del piacere e del dolore. Avrei potuto raggiungere l’orgasmo da li a poco, ma improvvisamente Adelaide decise di staccarsi da me per intrattenersi con il nuovo conquistatore e il sedere dell’eccitante brunetta divenne improvvisamente la  mia valvola per raggiunger il piacere totale.

Avevo lasciato che si voltasse di spalle, afferrandola per i fianchi e lasciando che le sue labbra si ritrovassero rivolte verso i seni di Adelaide. I suoi glutei si muovevano come muscoli esperti, spingendo e fuoriuscendo da me senza perdere la presa, con equilibrio e costanza, sino a lasciarmi esplodere in lei in una colata di sperma caldo trattenuto a lungo.

Dopo essermi ripreso con un bicchiere di champagne avevo potuto posare gli occhi sul resto delle mie colleghe presenti all’interno di quella piscina sporca ed eccitante al tempo stesso.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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