La mia relazione con Zeno aveva vissuto di alti e bassi per diversi anni prima di una mia dichiarata ribellione silenziosa. Lo avevo scoperto a letto con il suo migliore amico in una serata nella quale avevo deciso di fa ritorno con tre giornate d’anticipo rispetto al termine della mia vacanza con alcune amiche.

Avevo scelto di perdonarlo seppur la vista del suo ano penetrato mi aveva lasciato in qualche modo sconcertata prima di comprenderne l’eccitazione estrema. Avevo meditato a lungo, sotto i continui piagnistei di un uomo che mi aveva sempre implorato di non cedere alla furia della distruzione del nostro rapporto.

Invece di tradirlo come avrebbe fatto la maggior parte delle donne ferite ero riuscita a raccogliere la freddezza necessaria per elaborare una vendetta fredda e a lungo studiata nei minimi dettagli.

Mi ero documentata a lungo, video e illustrazioni grafiche delle quali ero entrata in possesso affacciandomi al mondo del porno online, una vasta rete dove reperire qualsiasi tipologia di porcata nelle notti di insonnia. Soltanto una parte di me aveva perdonato Zeno, l’altra non lo avrebbe mai fatto nonostante le promesse e lo scorrere del tempo unito alla lontananza del rapporto con quell’amico così intimo.

Quando finalmente avevo optato per una delle pratiche innovative, abbandonando l’idea del classico vibratore anale, la mia mente era stata illuminata dal fetish. Zeno si era suo malgrado rimesso interamente nelle mie mani pur di porre fine al mio comportamento distaccato, accettando qualsiasi cosa mi fosse passata per la testa.

Così, dopo intensi rapporti di sesso sadomaso in cui lo avevo costretto a diventare il mio schiavo personale, ci eravamo ritrovati in camera da letto dopo una settimana alquanto impegnativa per entrambi.

Mi ero lasciata spogliare e leccare il clitoride sino a raggiungere l’orgasmo senza la necessità di una vera penetrazione, una delle doti più magistrali di Zeno nonostante la sua propensione nascosta verso i cazzi altrui. Il godimento primario riservato al mio solo piacere si era dimostrato fondamentale all’interno degli ultimi rapporti, optando raramente per il raggiungimento dell’orgasmo da parte sua per mia iniziativa.



Dopo essermi distesa all’interno del piacere raggiunto avevo sfilato via i suoi slip per indicargli la posizione da assumere. Disteso sul letto a pancia in giù avevo divaricato il più possibile le sue gambe, per dilatare le sue natiche con la forza delle mie mani.

Senza troppa delicatezza mi ero lasciata trasportare dalla vastità dei video porno visionati sputando più volte all’interno del suo orifizio anale prima di decidere di affondare la mia morbida lingua al suo interno e sostituirla con la maestria delle mie dita.

Il rilassamento quasi del tutto naturale dei suoi muscoli mi aveva convinta a procedere nel mio intento giocherellando con la punta del pollice del mio piede destro in direzione di quella apertura. Avevo dovuto continuare a lubrificare il suo orifizio alla perfezione prima di spingere il mio pollice al suo interno.

Con un pò di fatica e delicatezza mi ero fatta strada all’intero di quella strettoia caratterizzata dalle contrazioni dei suoi muscoli. L’ano di Zeno mi tratteneva e risucchiava al suo interno a ritmo costante per poi rilassarsi nuovamente. Ero certa del suo piacere ma anche della sua più cieca sottomissione a me, al punto da ordinargli di sfiorarsi il membro eretto con la sua stessa mano.

Quale piacere mi aveva invece invasa? La dominazione era improvvisamente entrata all’interno delle mie vene, costringendomi ad aumentare la foga e la velocità delle mie spinte.

Zeno sie era preoccupato di trattenere i propri gemiti fino all’amplesso finale, limitandosi al solo rumore del sali e scendi della cappella stretta nel palmo della sua mano.

Non avrei mai provato l’eccitazione del suo piede all’interno di me, ma dallo stringerlo al suo interno nel momento dell’arrivo dell’orgasmo e del cedimento al piacere per Zeno non si era forse rivelato sufficientemente mortificante. Mentre la mia mente viaggiava già in direzione della prossima sfida avevo sfilato via il mio pollice dal suo ano per dirigermi verso il bagno ancora bagnata tra le cosce.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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