Molto spesso i migliori rapporti sessuali vengono consumati senza alcun coinvolgimento di sentimenti, senza promesse, senza vincoli, senza doversi cercare l’indomani o far finta che qualcosa sia mutato nell’arco di una semplice notte.

Molte altre volte, per quanto irrispettoso, il modo migliore per non rovinare il rapporto con un partner che cela qualcosa di oscuro al suo interno è quello di scendere a compressi con il cuore e la regione stessa, decidendo di troncare definitivamente la traiettoria dei reciproci binari, oppure di nascondere un ulteriore segreto.

Avevo optato per la seconda scelta, i segreti, un’arma a doppio taglio talvolta pericolosa, talvolta dannatamente sensuale ed eccitante. Ero conosciuta da tutti come Allegra, un nome che mi rappresentava solamente in parte, poiché sono sempre stata vittima dell’indecisione, di un stato d’incapacità nell’effettuare scelte importanti, sotto ogni punto di vista e soprattutto in amore.

Un corredo di delusioni più o meno sopportabili, una dietro l’altra, fino al giorno dell’incontro con Manuel, uno degli uomini più affascinanti che i miei occhi abbiano mai visto alla soglia dei trent’anni, ma frutto di una magnificenza fisica contrastata fino a diventare nulla nel corso degli anni per via dello stato del suo pene e del proprio potere a letto.

Una parte fondamentale che ci ha tenuto insieme nel corso degli anni solamente per il mio spirito di resistenza, più forte della mia indecisione.

Nessuna emozione tra le lenzuola di un compagno al quale, in tutta sincerità disarmante e opprimente da ammettere, non avrebbe eretto il suo pene in mia presenza. Forse anche Manuel nascondeva qualcosa di devastante, l’incapacità nell’ammettere a se stesso e a me la vera natura del suo richiamo.

Ho sempre pensato che si trattasse di un difetto fisico, finché non avevo trovato un dvd porno all’interno del suo tablet. Tutto regolare se non fosse che si trattava di scene esplicite di orge omosessuali all’interno di una vecchia cascina di campagna.

Il dubbio della sua incertezza sessuale aveva in seguito trovato conferma nei miei scarsi tentativi di incitare le sue voglie, sotto qualsiasi gioco erotico, abbigliamento acquistato appositamente, posizioni e desideri.

Da un pò di tempo eravamo entrati in amicizia con un gruppo di colleghi con i quali lavoravo e ci eravamo ritrovati impegnate in cene, lunghi aperitivi e notti senza sosta in locali notturni.

Gli eventi non avevano minato il mio rapporto con Manuel, ma allo stesso tempo la presenza del mio collega Diego aveva acceso in me una voglia irrefrenabile, un gioco di sguardi e di vorrei ma non posso che era stato in grado di turbare più di un sonno.

Inizialmente avevo stretto i denti, avevo resistito, persino in presenza dei suoi richiami, del suo corteggiarmi velatamente sul posto di lavoro e del suo provocarmi da lontano in presenza di Manuel e del resto del gruppo. Tutto questo fino ad un indimenticabile weekend, nel bel mezzo di una cena, quando decise di alzarsi per dirigersi in bagno e inviarmi l’immagine del suo pene via messaggio.



Se qualcuno dei soliti amici fosse stato intento ad osservare me e non le portate si sarebbe accorto del mio stupore misto alla sensazione di aver finalmente adocchiato un oggetto sessuale di carne perfetto per le privazioni subite nel corso degli anni con Manuel.

Ad un certo punto della serata Manuel era ritornato, mentre i giochi di sguardi erano proseguiti con l’istinto di non cedere alla tentazione del desiderio da parte mia. Al termine della cena ci eravamo tutti spostati in un locale a pochi metri dal ristorante dove Manuel aveva deciso di passare il tempo a parlare di calcio e sport al solito tavolo degli uomini fidanzati ormai da troppo tempo per continuare ad essere partecipi alla vita di coppia.

A seguito di due bicchieri di rosso e dei continui sguardi ammaglianti di Diego decisi di dovermi dirigere verso la toilette del locale per potermi asciugare la voglia colata tra le mie cosce. Indossavo un vestito nero, non eccessivamente corto, ma comunque attillato e sexy.

Una volta entrata in bagno Diego aveva prontamente richiuso la porta dietro di me, anticipando le mie mosse. Mi aveva presa da dietro per iniziare a baciarmi il collo, risalendo lentamente con una mano il mio piacere.

Non avevo tempo, non mi sarei potuta assentare per molto seppur Manuel si trovava ampiamente impegnato in conversazioni calcistiche. Il miglior modo di resistere ad una tentazione era veramente cedere al suo richiamo?

Non ricordo di essermi soffermata troppo a riflettere, avevo lasciato che le dita di Diego mi penetrassero con forza per poi decidere di abbassarmi verso quel bene umano raffigurato in fotografia. Una taglia fuori misura rispetto alle dimensioni del mio compagno che avevo voluto assaporare fino al massimo della mia capacità.

A sua volta Diego mi sollevò sul lavabo per asciugare le mie cosce e approdare sul mio clitoride tra l’emozione del coinvolgimento, il segreto che avrei custodito in seguito e la paura di sentire arrivare qualcuno alla porta.

Non era trascorso molto tempo dai preliminari dal momento che avevo deciso di afferrare il piacere fra la mano destra, così piccola per le sue dimensioni e così vorace invece la dilatazione naturale fra le mie gambe.

Ricordo la fatica iniziale nel lasciarlo entrare, i movimenti decisi ma cauti di Diego e le sue mani intente ad abbassarmi il vestito per lasciar fluire i miei seni al di fuori del pizzo della mia sottoveste.

Avevo smesso di raggiungere e lasciarmi cedere all’orgasmo come se il domani non fosse in alcun modo garantito, eppure al giusto ritmo incalzante entrambi eravamo esplosi in un piacere finale tra le grida attutite soltanto dal rumore della musica esterna.

Il bagno è diventato in seguito il nostro unico punto di ritrovo, a lavoro, durante alcune cene, nelle serate trascorse in discoteca. Ma il piacere di un rapporto che non implica il resto dei sentimenti e dei doveri consiste nel saper interrompere la magia al momento giusto, alla ricerca di nuovi stimoli che ad oggi sono decisa a perseguire.



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Elettra V.
Amo scrivere storie di sesso reali e di fantasia, nessuno scoprirà mai quali dei miei racconti hanno un fondo di verità..

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